Murren 2020

2020 International gathering around the work of KRISHNAMURTI
Saturday 25th July arrival day  –  Saturday 8th August departure day

In Hôtel Sport Chalet – Mürren
above Lauterbrunnen near Interlaken, Switzerland

Reachable by cable car only – altitude 1650 m.
(You can come for one or two weeks)

Week 1
In a world in need of global action, can we observe the divisions we create?

Week 2
Can we die to the past and be fully creative?

“Awareness does not result from the struggle to be aware;it comes of its own accord when you are conscious with your whole being, when you realize the futility of choice.”
J. Krishnamurti

We do feel that the approach of Krishnamurti gains even more importance in highlighting the current challenges humanity has to face.
During this gathering we intend to move diligently into the understanding of our lives.

ACTIVITIES

  • Viewing and studying some selected talks of Krishnamurti
  • Dialogue groups
  • Hikes, twice weekly
  • Body awareness through Yoga and movement
  • In the evenings: either specific DVDs or music, or sessions offered by participants             

Our intention is to create a space in which participants have a possibility to feel free and to reflect. We will be together to explore the mind, to let go of old patterns. There is no authority and no goal to reach.

The atmosphere of friendliness, seriousness, silence and togetherness is important in order to sustain that quality of inquiry. Mürren offers the possibility to be in touch with the beauty of the high mountains and the quality of silence.

This International gathering opens the possibility to create relationships with people sharing the same investigation, coming from different parts of the world.

Pictures from 2011 gathering:

https://picasaweb.google.com/lh/sredir?uname=117577321395939431840&target=ALBUM&id=5641149389378961905&authkey=Gv1sRgCIefk9mZ5r6WSg&feat=email&mode=SLIDESHOW

Pictures from 2013 gathering: https://picasaweb.google.com/111001897354564517094/Muerren2013?authkey=Gv1sRgCK35zOLouOfi6QE&feat=email#

More 2013 pictures: https://plus.google.com/photos/+KaimMerali/albums/5911896146435331137

The detailed program is available upon request.

Information: Gisèle BALLEYS, 7A Ch. Floraire, 1225 Chêne-Bourg, Geneva, Switzerland

Tel: +41-22-349-6674 / E-mail: giseleballeys@telegraphe.ch

Testimonianze da Brockwood Park – Fiamma

SCOTTISH HIGLANDS (ALTA SCOZIA)
di Fiamma Borgni – 15 anni – Italy

Dal giornale della scuola “The Brockwood Observer”
Autunno/Inverno 2009

brockwood students

Si fa un gran parlare del cambiamento climatico e di cosa si può fare. Si parla continuamente di deforestazione, di barriere coralline che muoiono, di habitat distrutti. E a me viene spesso da pensare che il problema risieda in quel “parlare”: non si agisce abbastanza.
Durante le vacanze di fine ottobre, un gruppo di studenti, mature students e staff, è andato nelle Scottish Higlands (una regione nell’estremo nord della Scozia) a “piantare alberi”, così veniva definita la nostra “missione”. In realtà, il lavoro comprendeva molto di più del semplice piantare alberi: dal rimuovere recinti dannosi per la vita selvatica al tagliare alberelli di specie non native e, anche, piantare alberi.

Per molti il lavoro è stato duro: il terreno non è stabile e il muschio agisce da spugna, trattenendo l’acqua piovana per molti giorni, cosicché ogni volta che qualcuno cadeva – cosa che succedeva abbastanza spesso – si inzuppava sempre di più, nonostante i vestiti impermeabili e il fatto che fortunatamente non piovesse.

Il progetto di Trees for Life – Alberi per la vita – l’organizzazione per cui facevamo volontariato, è di restaurare la foresta Caledoniana al suo stato di originale equilibrio. Il danno alla foresta fu conseguenza di una serie di fattori: nell’Ottocento la maggior parte fu tagliata per permettere di creare pascoli per le pecore, e, come conseguenza, i lupi si estinsero; questi erano predatori naturali dei daini che, quindi, si riprodussero in modo eccessivo e, cibandosi della vegetazione, impedirono la ricrescita di nuovi alberi.

In origine la foresta ricopriva la totalità della Scozia, mentre ora ne copre solo il 7%. Il 90% di questo già misero 7% è formato da piantagioni di alberi da legname commerciale, molto fitte, così da renderle produttive al massimo. Il risultato non è molto bello da vedere e per di più impedisce la crescita del sottobosco, danneggiando di conseguenza anche la vita selvatica. Solo il 10% è, quindi, foresta nativa.

La settimana in Scozia ha anche presentato diversi problemi di adattamento nella nostra piccola comunità di persone. Il posto dove dormivamo era molto ristretto, e non avere uno spazio proprio per un periodo di tempo abbastanza lungo può risultare piuttosto scomodo. Uno studente mi ha detto che a volte era stato difficile stare sempre con tanta gente, ma che in linea di massima il tutto era risultato bello e armonioso.
Per molti è stata anche un’occasione per conoscersi meglio e per socializzare con gli altri. Per me è stato difficile accettare alcuni aspetti del progetto, come il fatto di dover tagliare gli alberi non nativi, che altrimenti sarebbero cresciuti più velocemente degli alberi nativi impedendo a questi ultimi di crescere.

Anche venire a conoscenza della necessità di dover eliminare molti daini per evitare la loro sovrappopolazione è stato difficile da mandar giù.

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ALTRE TESTIMONIANZE DA BROCKWWOD PARK SCHOOL

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Saskia Grifts Moor, studentessa.

Vento freddo, ombre profonde e giochi di luce fra nuvole, bellissime. Duro lavoro e panini tutti i giorni. Scoprire la naturale bellezza delle Scottish Highlands e lavorare per ripararla. Cosa potremmo desiderare di più?

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FriederiKe Wndel, studente.

Stare in aperta campagna è stata una bellissima esperienza. A volte il lavoro era duro, ma ci aiutavamo a vicenda. E’ stato bello poterci conoscere meglio fra di noi.

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Shanti Kochupoovathummooth, mature student.

E’ stato rigenerante stare a contatto con la natura, all’aria aperta, in un paesaggio montuoso. Sentivo che quello che facevamo era molto significativo, bello, anche perché impersonale. Sentivamo di fare qualcosa di buono.

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Rupert Marquez – Insegnante di Ecologia.

Il paesaggio mi ha fatto apprezzare il breve tempo che abbiamo da vivere su questo pianeta. Mi ha molto colpito vedere tanti giovani al lavoro per prendersi cura della terra.